..."senza confine" tra Romagna e Marche...







WAR ART – arte di guerra
sulla linea gotica

tra le valli del Conca e del Foglia

Sabato 5 ottobre 2013 alle ore 16:00, al salone Snaporaz di Cattolica (p.zza Mercato, n° 15) viene presentato il libro “WAR ART – arte di guerra  sulla Linea gotica tra le valli del Conca e del Foglia”, curato da Maurizio Castelvetro, edito nell’ambito della collana “Memorie” dalla BCC di Gradara.

Per la prima volta in Italia è stata realizzata un’intera pubblicazione sull’ “arte di guerra”, intesa come arte prodotta da war artist, artisti arruolati come tali all’interno delle forze armate. È questo un tema che – a differenza dell’Italia - all’estero ha una sua propria notorietà ed autonomia in termini di attenzione, supporto governativo e bibliografia, specialmente nel mondo anglosassone e nell’ex URSS.

Durante l’ultimo conflitto in Italia sono state prodotte dai war artist angloamericani, durante la loro avanzata lungo la penisola, centinaia di opere d’arte. Esse documentano la guerra attraverso le sue distruzioni, le azioni militari, i soldati, ma anche attraverso i suoi paesaggi, le curiosità, i civili, con un taglio attento all’aspetto documentario ma anche a quello estetico, attraverso la poesia che un artista sa sempre donare nella rappresentazione della vita e della morte.

Nella pubblicazione si è scelto di indagare ed analizzare con sistematicità la produzione artistica realizzata entro una fascia geograficamente ristretta, localizzata nella parte orientale della Linea gotica, il baluardo difensivo tedesco che attraversava l’Italia lungo l’Appennino da La Spezia a Pesaro: la fascia più pesantemente fortificata compresa tra la cosiddetta Linea verde n. 1 e la n. 2, compresa tra le vallate a cavallo tra il Foglia e il Conca.

I Comuni rappresentati nelle opere pubblicate sono Montecchio, Tavullia, Gradara, Cattolica, San Giovanni in Marignano, Mondaino, Gemmano, San Savino, Croce, Montescudo, Montecolombo ed altri.

Gli artisti di guerra che ci hanno lasciato loro tracce in questo ambito territoriale (anche se in verità hanno spaziato ben oltre in Italia ed all’estero) sono quattro – alcuni di essi molto noti nel loro paese di origine: il canadese George Tinning ed i britannici Edward Ardizzone, Edward Seago, Eric Manning.

Le opere – pressocchè totalmente inedite in Italia ed alcune di esse ignote anche nel paese di origine – sono state tutte realizzate tra l’estate del 1944 (durante l’Operation Olive) ed il 1945 e sono attualmente conservate in musei di guerra, gallerie d’arte, archivi pubblici e privati inglesi e canadesi. Esse sono anche un numero inaspettatamente considerevole: oltre una quarantina.

Ad esse si aggiunge un dipinto esistente presso la chiesa di San Michele di Fanano, la cui storia ci permette di scoprire una inaspettata relazione col tema del libro…

In definitiva, un libro che parla di arte, di pace, di visioni di vita che spesso creano un forte contrasto con l’idea – che pure aleggia sempre nel libro – di morte e di guerra.